Io MODIFICO. Quando voglio.

Qualcuno me l’ha chiesto, qualcuno mi ha accusato (come se fosse reato), quindi ci tengo a specificarlo prima che succeda qualche tipo di casino (e, lo so, succederà, perchè quando ci sono io di mezzo succedono tutti i casini possibili immaginabili): si, è vero, io modifico gli articoli.

Non starò qui a raccontarvi per la sedicesima volta la storia di questo blog. Sostanzialmente, è nato nel 2006/2007 con contenuti di tipo “stream of consciousness”: ci scrivevo qualunque cosa mi passasse per la testa, senza far troppo caso alla forma (ed ai contenuti).

Poi, però, ho iniziato ad usare i social network, che sono posti molto più adatti a scrivere quello che passa per la testa, e mi sono deciso a ripulire il blog, sulla spinta anche delle richieste di chi apprezzava le mie recensioni ma se ne sbatteva totalmente di quella che era la mia idea sulla tipa X incrociata la mattina in treno, o sui caffè dell’Autogrill.

Soluzione? Piallarlo completamente e ripartire da zero, cosa che ho già fatto due volte. Quella che è online, è la terza versione (una curiosità del caso è che io, “backuppomane seriale”, ho perso ogni copia della v1).

Dicevo, articoli di qualità: io studio, sviluppo, lavoro, vivo, corro in giro dalla mattina alla sera, e non ho tempo per mantenere un (inutile) blog di news di settore. Non ho nemmeno troppi mezzi per ricevere notizie dirette e “fresche”, perciò di fatto mi dovrei limitare a ripubblicare, tradurre e riordinare pezzi presi da altre parti.

L’unico modo per sopravvivere nella blogosfera (e per mantenere una reputazione) è scrivere qualcosa che sia interessante, unico e di un certo livello. Spesso impiego anche 3/4 giorni a studiare e scrivere un articolo, perchè non mi limito a riportare fatti o news ma faccio anche attente analisi dei temi di cui parlo. Dopo aver scritto leggo, rileggo, modifico, ricontrollo. Per abitudine, infine, faccio un ultimo controllo uno o due giorni dopo aver pubblicato.

Quindi si, in sostanza è possibile che “quella frase ambigua” sia sparita o si sia corretta da sola, che il paragrafo che siete sicuri di aver letto non ci sia più, ed è possibile che a lungo andare io mi dimentichi anche dell’esistenza delle parti cancellate. Anche se raramente, può capitare anche che l’articolo “che ieri c’era” sia… …sparito.

Quindi, un consiglio: sono un sysadmin, il mio stampo è quello. Considerate i miei articoli come fossero delle “beta”, che diventano automaticamente “stable” in 4/5 giorni dalla data di pubblicazione.

Article by Giorgio Bonfiglio

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