Gli operatori di telefonia mobile secondo Giorgio.

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Spesso mi chiedono cosa ne pensi del determinato operatore o quale tra i tanti presenti sul mercato sceglierei. La rete è piena di opinioni, ma il problema di questo argomento è che molti parlano per esperienza indiretta, descrivono esperienze in ambiti geografici (o temporali) troppo ristretti, o fanno comparazioni tra dati raccoli in ere geologiche differenti.

Come avevo accennato qui, per effettuare una comparazione il più uniforme possibile, ho comprato una SIM da ognuno dei quattro operatori italiani e li ho utilizzati, testati, stressati, per più di due mesi. Non ho considerato gli operatori virtuali (MVNO), che devono essere inseriti in una categoria a parte e valutati secondo diversi criteri (tranquilli, me ne sto già occupando).

Ecco i risultati, in breve. In ordine sparso. Anzi, non esattamente sparso: mi è uscito così. Chiedete pure chiarimenti al mio inconscio. Se riuscite a trovarlo.

  • Tre/H3G – Voto: 9. Non è la compagnia telefonica più economica, ma ha piani per tutte le tasche. Il servizio clienti 133 è ottimo, le attese sono brevi e tutto ciò è corredato da una assistenza sui social network veloce (rispondono alle domande quasi prima che le voi facciate) e sempre risolutiva. La qualità delle chiamate è alta, la copertura 3G quasi perfetta: navigando in internet noto velocità e latenze ineguagliate. Tre ha un unico neo: il 3G non c’è ovunque, e dove non c’è si va in roaming GSM su rete Tim. Il costo delle chiamate non cambia, ma la navigazione si paga (salata). Sia chiaro, dove il 3G di Tre non arriva con gli altri operatori non si naviga certo a 42mbps, ma almeno le notifiche WhatsApp si ricevono.
  • Tim – Voto: 8,5. La copertura è notevole. 3G ovunque, e dove non c’è questo, EDGE o GSM/GPRS. Spesso noto picchi nella latenza e comunque velocità di navigazione abbastanza inferiori rispetto agli altri operatori. Ma parliamo di mobile, e nell’utilizzo ordinario la differenza tra 6 e 12mbps si nota solo mentre abbiamo l’app Speedtest davanti agli occhi. Il vero neo è l’assistenza clienti: il 119 è latitante, ed esclusi particolari occasioni è impossibile parlare con un operatore umano. Tim è presente sui Social Network, ma le risposte sono nettamente più lente e imprecise di quelle dei concorrenti Vodafone e Tre. Ed è così che una banale richiesta o dubbio diventa un’odissea.
  • Vodafone – Voto: 9,5. Vodafone ha prezzi leggermente sopra la media, e a differenza di Wind e Tim non ha una estesa copertura dati EDGE. La tecnologia EDGE offre velocità di navigazione superiori al GPRS nelle zone dove arriva il 3G. La rete e la copertura però tendono alla perfezione. Parlavamo di esperienze reali? Bene: essendo Tim e Vodafone a detta di tutti le compagnie con la copertura migliore, le ho affiancate per un mese. Il cellulare Vodafone non è mai stato irraggiungibile, quello Tim due o tre volte (sempre in condizioni estreme in interni). Il team Twitter è velocissimo e organizzato, sempre risolutivo (a me personalmente hanno risolto una colossale problematica di MNP in tempo zero). E poi su, lo sapete tutti che gli operatori Vodafone sono i più simpatici.
  • Wind – Voto: 7. Wind/Infostrada è proprietaria di fibre e infrastrutture, ed ha una rete IP di notevole livello: motivo per cui dal loro reparto telefonia mobile mi sarei aspettato molto di più. Nelle mie 3 settimane “Wind” ho provato esperienze (ve lo garantisco) uniche: ho superato il record dei 10 minuti in coda al call center, mi sono trovato nell’impossibilità di navigare o telefonare con 5/5 tacche di copertura, e sempre sotto massima copertura ho visto chiamate cadere improvvisamente. Mi sono poi sentito dire dal callcenter che per risolvere questi problemi avrei dovuto chiedere la sostituzione della SIM. Di contro, quando si riesce a navigare, la velocità è alta e la latenza decente. Sembra quasi che la rete radio di accesso Wind sia uno specchietto per le allodole che nasconde dietro di sè una rete di backhaul incapace di gestire il traffico in modo adeguato. Questo, sfortunatamente, rende nulla ogni valutazione sulla copertura effettuata considerando la potenza del segnale radio: che senso ha dirvi che sono a campo pieno se poi non posso telefonare alla mamma? Dimenticavo di parlare dei prezzi: quelli sono ottimi e le offerte, spesso, innovative.

Sto chiudendo adesso adesso la porta del bunker nel quale mi sono rinchiuso per salvaguardare la mia incolumità.

Voi, scatenate pure la guerra.

Oddio sono scadute le Special! E ora?

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Stamattina vi siete svegliati in un mondo diverso, probabilmente senza saperlo. Da ieri infatti, non sono più sottoscrivibili le promozioni estive (Tim Special, Vodafone Special e Wind All Inclusive) degli operatori di telefonia mobile (le ALL-IN di Tre/H3G sono invece attivabili fino a fine Settembre). Con tali offerte, in modo più o meno indistinto tra i vari operatori, era possibile attivare a circa 10€ mensili un pacchetto (ricaricabile) comprensivo di 400 minuti di telefonate nazionali (verso fisso e mobile) tariffati al secondo e senza scatto alla risposta, 1000 SMS nazionali (sempre verso tutti) e 2GB di traffico dati. Tim e Vodafone includevano anche chiamate illimitate verso un numero a scelta sulla stessa rete.

Essendo quindi le offerte allineate tra i diversi operatori, a fare la differenza erano le modalità di limitazione del traffico internet a soglia raggiunta e soprattutto i costi (o barriere) di attivazione. Vodafone ad esempio blocca la navigazione una volta raggiunta la quantità di MB prevista dal pacchetto, H3G applica la sua tariffa base (20,17 centesimi / 10MB), mentre sia Tim che Wind limitano la velocità di navigazione a 32kbps.

Veniamo ora ai costi (o alle barriere) di attivazione. Tre per le sue ALL-IN non ha costi di attivazione, ma per i nuovi clienti il canone mensile è dimezzato per sempre. Wind e Vodafone propongono lo stesso pacchetto, allo stesso prezzo, a clienti sia vecchi che nuovi: per i nuovi l’attivazione è gratuita, mentre per i già clienti Vodafone il costo è di 19€ una tantum, per i già clienti Wind è di 9€ (in promozione a 4.5€). Non c’era invece modo (trucchetti esclusi) per qualcuno che fosse già cliente di attivare il pacchetto Tim Special, fatta eccezione per alcuni “upgrade” proposti direttamente da Tim (da Tim Young, per esempio).

Ma adesso tutto è cambiato. E’ iniziato un nuovo round di offerte, in scadenza a fine Settembre. Vediamole velocemente:

  • Tre/H3GALL-IN Medium, attivabile fino al 30 Settembre: a 6€ mensili (12€ per i già clienti), senza costo di attivazione offre 400 minuti effettivi, 400 SMS e 1GB di traffico dati. Al superamento della soglia internet la navigazione continua al costo di 20,17 centesimi ogni 10MB.
  • VodafoneSmart 350 Limited Edition, attivabile fino al 27 Settembre: a 9,9€ mensili (per i già clienti è previsto un costo di attivazione di 19€), offre 350 minuti (tariffati a scatti di 30 secondi), 350 SMS e 1GB di traffico dati. Al raggiungimento della soglia la velocità dati viene limitata a 1kbps.
  • TimTim Special New, attivabile fino al 29 Settembre. Offre, a 10€ mensili, 350 minuti effettivi, 350 SMS e 1GB di traffico dati, limitati a 32kbps al raggiungimento del limite mensile previsto. L’attivazione, gratuita per le nuove SIM, ha un costo di 19€ per i già clienti.
  • WindAll Inclusive Big, attivabile fino al 6 Ottobre. A 10€ mensili, 400 minuti effettivi, 400 SMS e 1GB di traffico dati, che vengono limitati a 32kbps al raggiungimento della soglia mensile. L’offerta è disponibile per tutti, ma chi è già cliente Wind dovrà pagare 9€ per l’attivazione.
  • NovercaGold Pack, è una promozione a tempo indeterminato. Noverca al momento è l’unico Full MVNO italiano ed è il motivo per cui lo cito. A 11 € mensili offre 600 minuti effettivi, 600 SMS, chiamate illimitate verso un numero Noverca e 2GB di traffico dati (al raggiungimento della soglia la navigazione viene bloccata). Non ci sono costi di attivazione ed il prezzo è lo stesso per tutti.

Su cosa vi lancerete o vi siete già lanciati? Come scegliete il vostro operatore? Per quanto mi riguarda, questa estate ho testato in modo estensivo tutti i maggiori fornitori di servizi mobili, sotto gli aspetti (secondo me) più significativi, ma… questo è un altro post.

Giorgio

Come funziona la portabilità del numero (MNP) in Italia

Dall’inizio del 2013, per motivi sia personali che professionali, mi sono ritrovato a gestire parecchie MNP, ovvero pratiche di trasferimento di un numero di telefono mobile da un operatore ad un altro. Conosco bene, sia a livello tecnico che legislativo/burocratico, la normativa italiana a riguardo (nello specifico le delibere  AGCOM 78/08/CIR e 147/11/CIR) e leggendo alcuni articoli e post mi sono reso conto che si tende a fare molta confusione su questo argomento.

C’è chi parla di portabilità da effettuarsi in massimo 24 ore (Corriere, Zeusnews), chi si inventa normative e leggi tra le più improbabili e chi, è il caso di iSpazio qui, fatica anche a digerire il concetto di “ritardo”. Proprio quest’ultimo articolo, pieno zeppo di imprecisioni ed errori, mi ha spinto a perdere una buona mezz’ora di vita per scrivere queste righe.

Proverò a riassumervi come avviene il trasferimento di un numero di telefono da un operatore all’altro, cercando di non perdermi (o meglio, farvi perdere) in inutili tecnicismi. A livello normativo/tecnico per esempio viene fatta distinzione tra l’operatore e chi fisicamente ospita la sua rete: sorvolerò per semplicità su questo e su altre definizioni simili.

Torniamo a noi. Vorrei aprire con questa frase, presa dall’articolo di iSpazio:

Di fatto, dal  31 Marzo 2012 le compagnie telefoniche si sono impegnate ad effettuare la portabilità del numero nell’arco delle 24 ore

Sbagliato. La portabilità del numero in 24 ore in Italia non esiste. E non esiste non per mancanze degli operatori, bensì perchè non è ancora stata regolamentata. In altre parole, nessuno ha mai chiesto agli operatori di essere così veloci. La normativa vigente, infatti, dice tutt’altro. In sintesi, le fasi del processo sono queste:

  • L’operatore recipient, cioè quello verso il quale sarà trasferito il numero di telefono in questione, raccoglie le richieste fino alle 17 del determinato giorno lavorativo e le invia ai rispettivi operatori donating (quelli che dovranno rilasciare le numerazioni) entro le 19.30 di tale giorno. Le richieste effettuate dopo le 17 vengono considerate come fossero state inviate nel giorno lavorativo seguente.
  • Entro le 10 del giorno lavorativo successivo a quello di invio della richiesta, l’operatore cedente (donating) del numero, comunica al ricevente (recipient) l’esito (positivo o negativo) della sua richiesta.
  • Se l’esito è negativo, il recipient provvede a notificarlo al cliente. Se l’esito è invece positivo, provvede a preannunciare l’acquisizione del numero agli altri operatori e al Ministero dello sviluppo economico entro le 19 (dello stesso giorno).
  • Entro la mezzanotte del medesimo giorno lavorativo, l’operatore recipient provvede ad annunciare agli altri operatori le modifiche al proprio database delle MNP (i non tecnici vedano questo passaggio semplicemente come un perfezionamento a livello “tecnico” del punto precedente).
  • Nella fascia oraria che va dalle 6.30 alle 8.30 del giorno lavorativo successivo, tutti gli operatori provvedono all’acquisizione delle modifiche e all’aggiornamento dei propri database. In tale fascia oraria si verificheranno quindi (più o meno in contemporanea) questi eventi: l’operatore cedente disattiverà la vecchia SIM e configurerà la sua rete per consegnare le chiamate dirette verso tale numero al nuovo operatore: quest’ultimo passaggio verrà effettuato anche da tutti gli altri operatori, quelli non coinvolti direttamente nel trasferimento. L’operatore ricevente provvederà all’aggiornamento del suo instradamento ed alla configurazione dei suoi sistemi perchè le chiamate in uscita dalla nuova SIM riportino come ID il numero portato. Il nuovo operatore provvederà infine alla configurazione di tutti i servizi aggiuntivi sul numero portato: segreteria, area clienti etc.

Un esempio pratico. Giorgino, deluso dal servizio clienti di A, suo attuale operatore, decide di passare a B. Il Mercoledì mattina si reca in un punto vendita di B, e conclude alle 10.30 le procedure di richiesta. B, entro le 19 di tale giorno, provvederà ad inviare ad A la richiesta di trasferimento. A dovrà, entro le 10 del giorno lavorativo successivo (Giovedì), confermare a B l’accettazione/rifiuto della richiesta. Giorgino è fortunato, e la sua richiesta viene accettata. Torna quindi in gioco B, che entro le 19 dello stesso Giovedì, dovrà annunciare (agli altri operatori e al Ministero) l’imminente cambiamento, ed entro mezzanotte diffondere le nuove tabelle di portabilità. La procedura è quasi completata: tra le 6.30 e le 8.30 della mattina del Venerdì verranno applicate tutte le modifiche, la vecchia SIM verrà disattivata e il numero passerà sulla nuova.

Faccio notare che queste due ore saranno le uniche di effettivo disservizio. Fino alle 6.30 del Venerdì, funzionerà perfettamente la vecchia SIM. Dalle 8.30 funzionerà perfettamente la nuova. In mezzo, il numero sarà a tratti irraggiungibile, in base all’operatore di provenienza della chiamata (niente di che, l’ho sperimentato personalmente).

L’AGCOM prevede inoltre che per ogni giorno lavorativo di ritardo nella procedura, se questo ritardo è superiore ai due giorni (ancora, lavorativi), sia corrisposto un determinato indennizzo al cliente. Ma come si calcola questo ritardo? Semplice, seguendo la definizione data dal dizionario, ovvero tempo che intercorre tra il momento entro il quale un certo evento è previsto, e quello in cui effettivamente questo evento avviene. Sbaglia quindi chi vi dice che la pratica deve concludersi in 24 ore, tempo che però l’AGCOM estende fino a 48 per risolvere eventuali problemi tecnici: anche assumendo per vera (l’errata) affermazione secondo la quale una MNP dovesse durare al massimo 24 ore, i due giorni tollerati di ritardo porterebbero la durata massima ammessa per il procedimento ad un totale di 72 ore (3 giorni lavorativi), non di 48.

Prendiamo il caso di Giorgino. Se la portabilità non fosse stata completata entro le 8.30 del Venerdì, saremmo entrati in fascia di ritardo. Il Sabato non si considera, la Domenica è festivo, quindi il primo giorno lavorativo di ritardo sarebbe scattato alle 8.30 del Lunedì successivo. Il secondo dalle 8.30 del Martedì, e da lì saremmo entrati nella fascia che da’ diritto ad un risarcimento. Non esaltatevi: AGCOM impone un importo minimo di 2,5€ per ogni giorno di ritardo, e immagino che gli operatori non desiderino offrire più del minimo imposto. Inoltre, qualcuno mi dice che spesso, in cambio di procedure più svelte offrano cifre addirittura inferiori.

La normativa, come potete verificare, parla di orari e deadlines e non definisce, direttamente, una durata massima totale per questo processo. Faccio qualche calcolo per i frettolosi: le richieste evase più velocemente, calendario alla mano, sono quelle effettuate il Lunedì/Martedì/Mercoledì (in modo da non tirare dentro il weekend nel tempo di attesa), in un orario molto vicino alle 17. Una richiesta inviata alle 16.59 del Lunedì, viene infatti completata alle 8.30 del Mercoledì, per un totale di circa 40 ore (ed è la situazione più veloce immaginabile).

E adesso permettetemi una nota, preventiva, per quelli che “si ok, funziona così, ma che schifo l’Italia”. Signori. Ci sono stati in cui la portabilità si paga, parecchio, e in cui non sono possibili i giochini che fate voi, la famosa “triangolazione” per accedere ad offerte destinate solo ai nuovi clienti del vostro amato operatore. Ci sono paesi in cui la portabilità viene effettuata in tempi talmente brevi (minuti), che il furto del numero di telefono è diventato un problema parecchio incidente.

Non lamentatevi sempre e comunque.