Oddio sono scadute le Special! E ora?

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Stamattina vi siete svegliati in un mondo diverso, probabilmente senza saperlo. Da ieri infatti, non sono più sottoscrivibili le promozioni estive (Tim Special, Vodafone Special e Wind All Inclusive) degli operatori di telefonia mobile (le ALL-IN di Tre/H3G sono invece attivabili fino a fine Settembre). Con tali offerte, in modo più o meno indistinto tra i vari operatori, era possibile attivare a circa 10€ mensili un pacchetto (ricaricabile) comprensivo di 400 minuti di telefonate nazionali (verso fisso e mobile) tariffati al secondo e senza scatto alla risposta, 1000 SMS nazionali (sempre verso tutti) e 2GB di traffico dati. Tim e Vodafone includevano anche chiamate illimitate verso un numero a scelta sulla stessa rete.

Essendo quindi le offerte allineate tra i diversi operatori, a fare la differenza erano le modalità di limitazione del traffico internet a soglia raggiunta e soprattutto i costi (o barriere) di attivazione. Vodafone ad esempio blocca la navigazione una volta raggiunta la quantità di MB prevista dal pacchetto, H3G applica la sua tariffa base (20,17 centesimi / 10MB), mentre sia Tim che Wind limitano la velocità di navigazione a 32kbps.

Veniamo ora ai costi (o alle barriere) di attivazione. Tre per le sue ALL-IN non ha costi di attivazione, ma per i nuovi clienti il canone mensile è dimezzato per sempre. Wind e Vodafone propongono lo stesso pacchetto, allo stesso prezzo, a clienti sia vecchi che nuovi: per i nuovi l’attivazione è gratuita, mentre per i già clienti Vodafone il costo è di 19€ una tantum, per i già clienti Wind è di 9€ (in promozione a 4.5€). Non c’era invece modo (trucchetti esclusi) per qualcuno che fosse già cliente di attivare il pacchetto Tim Special, fatta eccezione per alcuni “upgrade” proposti direttamente da Tim (da Tim Young, per esempio).

Ma adesso tutto è cambiato. E’ iniziato un nuovo round di offerte, in scadenza a fine Settembre. Vediamole velocemente:

  • Tre/H3GALL-IN Medium, attivabile fino al 30 Settembre: a 6€ mensili (12€ per i già clienti), senza costo di attivazione offre 400 minuti effettivi, 400 SMS e 1GB di traffico dati. Al superamento della soglia internet la navigazione continua al costo di 20,17 centesimi ogni 10MB.
  • VodafoneSmart 350 Limited Edition, attivabile fino al 27 Settembre: a 9,9€ mensili (per i già clienti è previsto un costo di attivazione di 19€), offre 350 minuti (tariffati a scatti di 30 secondi), 350 SMS e 1GB di traffico dati. Al raggiungimento della soglia la velocità dati viene limitata a 1kbps.
  • TimTim Special New, attivabile fino al 29 Settembre. Offre, a 10€ mensili, 350 minuti effettivi, 350 SMS e 1GB di traffico dati, limitati a 32kbps al raggiungimento del limite mensile previsto. L’attivazione, gratuita per le nuove SIM, ha un costo di 19€ per i già clienti.
  • WindAll Inclusive Big, attivabile fino al 6 Ottobre. A 10€ mensili, 400 minuti effettivi, 400 SMS e 1GB di traffico dati, che vengono limitati a 32kbps al raggiungimento della soglia mensile. L’offerta è disponibile per tutti, ma chi è già cliente Wind dovrà pagare 9€ per l’attivazione.
  • NovercaGold Pack, è una promozione a tempo indeterminato. Noverca al momento è l’unico Full MVNO italiano ed è il motivo per cui lo cito. A 11 € mensili offre 600 minuti effettivi, 600 SMS, chiamate illimitate verso un numero Noverca e 2GB di traffico dati (al raggiungimento della soglia la navigazione viene bloccata). Non ci sono costi di attivazione ed il prezzo è lo stesso per tutti.

Su cosa vi lancerete o vi siete già lanciati? Come scegliete il vostro operatore? Per quanto mi riguarda, questa estate ho testato in modo estensivo tutti i maggiori fornitori di servizi mobili, sotto gli aspetti (secondo me) più significativi, ma… questo è un altro post.

Giorgio

Noverca+ sta per cambiare le cose (forse)

Oggi vi parlo di Noverca: è stato il primo Full MVNO italiano, ed, alla data in cui scrivo, ancora di fatto l’unico (anche se due nuovi player stanno per presentarsi sul mercato). Un Full MVNO, lo ricordo, è un operatore virtuale che ha necessità di appoggiarsi a terzi solo per quanto riguarda la rete di accesso. Lo seguo da tempo perchè la sua offerta mi è sembrata da sempre decisamente innovativa (inizialmente pubblicizzavano una tecnologia chiamata “Hybrid VoIP”, tramite la quale offrivano chiamate internazionali, da cellulare, ai prezzi più bassi nel mercato italiano).

Poco fa sono inciampato in questa nuova applicazione, Noverca+. La descrizione ha attirato la mia attenzione, ma poi ho notato che il contatore dei download era ancora fermo a zero. E la data di pubblicazione era quella di… oggi!

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Qualche minuto passato a cercare (senza successo) informazioni a riguardo su Google e mi sono convinto di aver scoperto in anticipo (quanto anticipo, mi chiedo) un nuovo servizio: l’applicazione per Android, la trovate qui, mentre la pagina che descrive il servizio è qui.

Di cosa si tratta, in breve? Stando alla descrizione, si tratta di un’applicazione sullo stampo delle meglio conosciute Skype/Viber, che offre chiamate gratuite via internet tra gli utenti che l’hanno installata. Con una novità importante: a NovercaPlus è possibile associare un numero di telefono mobile (un numero Noverca comprato per l’occasione o un numero già in vostro possesso che porterete da altro operatore), per ricevere chiamate anche da chi non ha l’applicazione installata. Al momento è possibile utilizzare solo numeri (nativi o portati) associati a SIM fisiche Noverca, ma sembra che per il futuro stiano pensando ad un concetto di “SIM virtuale”.

Le chiamate in uscita vengono tariffate secondo il piano attivo sulla SIM Noverca a cui è associato il numero, ma viene offerta anche un’interessante opzione specifica, per telefonare via WiFi dall’Italia verso Italia, USA e Cina.

Per i più tecnici, niente di nuovo. Tutto ciò noi del settore sapevamo già farlo (sia con numeri di rete fissa che con, ehm, numeri di rete mobile, anche se sarebbe meglio non dirlo in giro), con le necessarie competenze. Per le aziende, Vodafone vende da qualche tempo un servizio simile, Vodafone Rete Unica, ma si tratta di un’offerta parecchio articolata e complessa. Proprio qui sta la differenza di NovercaPlus: questa applicazione dovrebbe rendere tutto ciò alla portata di chiunque.

Quali sarebbero i vantaggi di un simile servizio? Provo ad elencarne qualcuno:

  • Doppio numero (in futuro, perchè solo doppio?) di cellulare su un apparecchio non dual SIM (uno sarà il numero nativo della SIM inserita nel cellulare e l’altro sarà quello dell’applicazione)
  • Possibilità di ricevere chiamate all’estero come foste a casa vostra, senza pagare le (spesso pesanti) tariffe di roaming
  • Risoluzione dei noti problemi di copertura: piano seminterrato? Basta una connessione WiFi, e il vostro cellulare torna a suonare

L’applicazione, l’ho provata, per ora ha ben poco di funzionante. Al primo accesso un disclaimer spiega chiaramente che si tratta di un servizio beta che Noverca sta sperimentando e su cui al momento non offre nessuna garanzia. Ma se venissero mantenute le promesse della pagina descrittiva, si tratterebbe davvero di un servizio nuovo e interessante.

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C’è qualche punto però che mi lascia perplesso:

  • Al momento non è possibile comprare un numero dedicato: devo utilizzare quello della mia SIM Noverca. Come viene gestito l’instradamento delle telefonate? Come sarà gestita in futuro la coesistenza di una SIM fisica e di una applicazione, entrambe basate sullo stesso numero di telefono? Adesso se effettuo il login con l’applicazione, le telefonate non arrivano nè lì nè sulla SIM fisica.
  • L’applicazione per funzionare richiede una connessione WiFi. E se io volessi usare il piano dati 3G del mio operatore, per avere il doppio numero sullo stesso apparecchio ed essere raggiungibile su quello virtuale in qualunque situazione?
  • Siamo abituati a vedere i servizi IP-based come indipendenti dalla location fisica in cui vengono utilizzati. Noverca+, invece, non funziona così: può essere usata solo dall’Italia. Per l’utilizzo dall’estero si pagano delle opzioni, seppur molto economiche.

Come si evolverà? Che sia il primo passo verso la possibilità di utilizzare numeri di telefonia mobile via SIP?

Ho chiesto all’indirizzo di contatto dettagli sulla fase beta, e vi aggiornerò il prima possibile.

Giorgio

Come funziona la portabilità del numero (MNP) in Italia

Dall’inizio del 2013, per motivi sia personali che professionali, mi sono ritrovato a gestire parecchie MNP, ovvero pratiche di trasferimento di un numero di telefono mobile da un operatore ad un altro. Conosco bene, sia a livello tecnico che legislativo/burocratico, la normativa italiana a riguardo (nello specifico le delibere  AGCOM 78/08/CIR e 147/11/CIR) e leggendo alcuni articoli e post mi sono reso conto che si tende a fare molta confusione su questo argomento.

C’è chi parla di portabilità da effettuarsi in massimo 24 ore (Corriere, Zeusnews), chi si inventa normative e leggi tra le più improbabili e chi, è il caso di iSpazio qui, fatica anche a digerire il concetto di “ritardo”. Proprio quest’ultimo articolo, pieno zeppo di imprecisioni ed errori, mi ha spinto a perdere una buona mezz’ora di vita per scrivere queste righe.

Proverò a riassumervi come avviene il trasferimento di un numero di telefono da un operatore all’altro, cercando di non perdermi (o meglio, farvi perdere) in inutili tecnicismi. A livello normativo/tecnico per esempio viene fatta distinzione tra l’operatore e chi fisicamente ospita la sua rete: sorvolerò per semplicità su questo e su altre definizioni simili.

Torniamo a noi. Vorrei aprire con questa frase, presa dall’articolo di iSpazio:

Di fatto, dal  31 Marzo 2012 le compagnie telefoniche si sono impegnate ad effettuare la portabilità del numero nell’arco delle 24 ore

Sbagliato. La portabilità del numero in 24 ore in Italia non esiste. E non esiste non per mancanze degli operatori, bensì perchè non è ancora stata regolamentata. In altre parole, nessuno ha mai chiesto agli operatori di essere così veloci. La normativa vigente, infatti, dice tutt’altro. In sintesi, le fasi del processo sono queste:

  • L’operatore recipient, cioè quello verso il quale sarà trasferito il numero di telefono in questione, raccoglie le richieste fino alle 17 del determinato giorno lavorativo e le invia ai rispettivi operatori donating (quelli che dovranno rilasciare le numerazioni) entro le 19.30 di tale giorno. Le richieste effettuate dopo le 17 vengono considerate come fossero state inviate nel giorno lavorativo seguente.
  • Entro le 10 del giorno lavorativo successivo a quello di invio della richiesta, l’operatore cedente (donating) del numero, comunica al ricevente (recipient) l’esito (positivo o negativo) della sua richiesta.
  • Se l’esito è negativo, il recipient provvede a notificarlo al cliente. Se l’esito è invece positivo, provvede a preannunciare l’acquisizione del numero agli altri operatori e al Ministero dello sviluppo economico entro le 19 (dello stesso giorno).
  • Entro la mezzanotte del medesimo giorno lavorativo, l’operatore recipient provvede ad annunciare agli altri operatori le modifiche al proprio database delle MNP (i non tecnici vedano questo passaggio semplicemente come un perfezionamento a livello “tecnico” del punto precedente).
  • Nella fascia oraria che va dalle 6.30 alle 8.30 del giorno lavorativo successivo, tutti gli operatori provvedono all’acquisizione delle modifiche e all’aggiornamento dei propri database. In tale fascia oraria si verificheranno quindi (più o meno in contemporanea) questi eventi: l’operatore cedente disattiverà la vecchia SIM e configurerà la sua rete per consegnare le chiamate dirette verso tale numero al nuovo operatore: quest’ultimo passaggio verrà effettuato anche da tutti gli altri operatori, quelli non coinvolti direttamente nel trasferimento. L’operatore ricevente provvederà all’aggiornamento del suo instradamento ed alla configurazione dei suoi sistemi perchè le chiamate in uscita dalla nuova SIM riportino come ID il numero portato. Il nuovo operatore provvederà infine alla configurazione di tutti i servizi aggiuntivi sul numero portato: segreteria, area clienti etc.

Un esempio pratico. Giorgino, deluso dal servizio clienti di A, suo attuale operatore, decide di passare a B. Il Mercoledì mattina si reca in un punto vendita di B, e conclude alle 10.30 le procedure di richiesta. B, entro le 19 di tale giorno, provvederà ad inviare ad A la richiesta di trasferimento. A dovrà, entro le 10 del giorno lavorativo successivo (Giovedì), confermare a B l’accettazione/rifiuto della richiesta. Giorgino è fortunato, e la sua richiesta viene accettata. Torna quindi in gioco B, che entro le 19 dello stesso Giovedì, dovrà annunciare (agli altri operatori e al Ministero) l’imminente cambiamento, ed entro mezzanotte diffondere le nuove tabelle di portabilità. La procedura è quasi completata: tra le 6.30 e le 8.30 della mattina del Venerdì verranno applicate tutte le modifiche, la vecchia SIM verrà disattivata e il numero passerà sulla nuova.

Faccio notare che queste due ore saranno le uniche di effettivo disservizio. Fino alle 6.30 del Venerdì, funzionerà perfettamente la vecchia SIM. Dalle 8.30 funzionerà perfettamente la nuova. In mezzo, il numero sarà a tratti irraggiungibile, in base all’operatore di provenienza della chiamata (niente di che, l’ho sperimentato personalmente).

L’AGCOM prevede inoltre che per ogni giorno lavorativo di ritardo nella procedura, se questo ritardo è superiore ai due giorni (ancora, lavorativi), sia corrisposto un determinato indennizzo al cliente. Ma come si calcola questo ritardo? Semplice, seguendo la definizione data dal dizionario, ovvero tempo che intercorre tra il momento entro il quale un certo evento è previsto, e quello in cui effettivamente questo evento avviene. Sbaglia quindi chi vi dice che la pratica deve concludersi in 24 ore, tempo che però l’AGCOM estende fino a 48 per risolvere eventuali problemi tecnici: anche assumendo per vera (l’errata) affermazione secondo la quale una MNP dovesse durare al massimo 24 ore, i due giorni tollerati di ritardo porterebbero la durata massima ammessa per il procedimento ad un totale di 72 ore (3 giorni lavorativi), non di 48.

Prendiamo il caso di Giorgino. Se la portabilità non fosse stata completata entro le 8.30 del Venerdì, saremmo entrati in fascia di ritardo. Il Sabato non si considera, la Domenica è festivo, quindi il primo giorno lavorativo di ritardo sarebbe scattato alle 8.30 del Lunedì successivo. Il secondo dalle 8.30 del Martedì, e da lì saremmo entrati nella fascia che da’ diritto ad un risarcimento. Non esaltatevi: AGCOM impone un importo minimo di 2,5€ per ogni giorno di ritardo, e immagino che gli operatori non desiderino offrire più del minimo imposto. Inoltre, qualcuno mi dice che spesso, in cambio di procedure più svelte offrano cifre addirittura inferiori.

La normativa, come potete verificare, parla di orari e deadlines e non definisce, direttamente, una durata massima totale per questo processo. Faccio qualche calcolo per i frettolosi: le richieste evase più velocemente, calendario alla mano, sono quelle effettuate il Lunedì/Martedì/Mercoledì (in modo da non tirare dentro il weekend nel tempo di attesa), in un orario molto vicino alle 17. Una richiesta inviata alle 16.59 del Lunedì, viene infatti completata alle 8.30 del Mercoledì, per un totale di circa 40 ore (ed è la situazione più veloce immaginabile).

E adesso permettetemi una nota, preventiva, per quelli che “si ok, funziona così, ma che schifo l’Italia”. Signori. Ci sono stati in cui la portabilità si paga, parecchio, e in cui non sono possibili i giochini che fate voi, la famosa “triangolazione” per accedere ad offerte destinate solo ai nuovi clienti del vostro amato operatore. Ci sono paesi in cui la portabilità viene effettuata in tempi talmente brevi (minuti), che il furto del numero di telefono è diventato un problema parecchio incidente.

Non lamentatevi sempre e comunque.