Browsed by
Category: Italian

Qualche aggiornamento…

Qualche aggiornamento…

wip

Approfittando del week end pieno di cose da fare, ho aggiunto alla mia todo le pulizie di primavera del blog (a Novembre, ovviamente).

Riepilogo, in ordine sparso:

  1. Ho cestinato il vecchio tema, che era decisamente troppo pesante e scuro, sostituendolo con “Twenty Thirteen”. Colori a parte mi piace un sacco, ma per ora resta così perchè sto valutando di abbandonare WordPress e rischio di far sviluppare un tema per usarlo solo 2/3 mesi.
  2. Ho fatto un update del server: sono passato a Debian 7 e ho aggiornato PHP, MySQL e parenti all’ultima versione.
  3. Poco dopo aver completato il passaggio 2, a causa di un flooding di richieste, ho realizzato che il vecchio server era “troppo stretto” e, in piena logica “spendili sti soldi, cazzo”, ne ho installato uno con il quadruplo delle risorse rispetto al precedente.

Il nuovo server (gi.grg-web.eu*) è ospitato a Londra, contro il precedente (vs.grg-web.eu) che era a Vienna (vm.grg-web.eu, il predecessore di vs, era a San Jose): questo migliora il posizionamento internazionale, ma probabilmente penalizzerà leggermente le visite dall’Italia. Niente di eccessivo, prometto.

Sono cambiati entrambi gli IP, quindi potreste notare problemi legati ad eventuali cache naziste per le prossime 24/48 ore. Il blog ovviamente è ancora raggiungibile in dual-stack (sia IPv4 che IPv6).

Se doveste riscontrare qualche problema, vi prego di segnalarmelo: potreste vincere una caramella (e la mia eterna gratitudine, che comunque non è poco)

Grazie!

Ps: prometto che completerò in tempi brevi la pagina About Me. Nel frattempo potete tranquillamente fare stalking sul mio profilo LinkedIn, che mi sono degnato di aggiornare dopo 5 anni.

* Gi/G è il mio soprannome nel mondo reale (c’è gente che è morta dopo avermi chiamato GrG): di recente è stato battezzato un Beagle in mio onore, quindi, mi sono detto, perchè non anche un server?

DATAGATE: Gli USA l’hanno fatta grossa. Molto.

DATAGATE: Gli USA l’hanno fatta grossa. Molto.

obama_is_listening

Prima grazie a Snowden abbiamo scoperto che il governo USA spiava tutti gli americani. Poi qualcuno ha rettificato e abbiamo realizzato che non stavano spiando solo gli americani ma anche tutto il resto del mondo.

Una colossale figura di merda, senza dubbio. C’è chi pretende le scuse di Obama, pensando così di poter chiudere la questione. Non è così, perchè ormai è stato fatto un danno enorme: ci hanno fatto perdere la fiducia nel sistema.

Vi spiego perchè: di norma i vostri diritti sono garantiti da una specifica entità, che nel nostro caso è lo stato. Se scendete in piazza per tenere un comizio, chiunque può spararvi in mezzo agli occhi e farvi tacere per sempre, perchè non siete immuni ai proiettili. Lo stato, però, garantisce che voi possiate esprimervi: è possibile uccidervi, ma qualcuno impedisce di farlo a chi lo vorrebbe. Intercettare una telefonata, specialmente sul doppino analogico è semplicissimo: chiunque, volendo, può ascoltarvi. Lo stato, però, lo impedisce tramite leggi, punendo chi le viola. Non si tratta di limiti tecnico o teorici, ma semplicemente di “paletti”, una bella recinzione che qualcuno tiene attiva e funzionante.

I vostri diritti dipendono da qualcuno che deve garantirli: non sono diritti “intrinseci”, e se questa entità smette di farlo voi smettete di possederli. Cosa succede quando si scopre che il garante stesso ha violato i principi che avrebbe dovuto difendere? Il sistema crolla, è inutile cercare un altro garante, perchè potrebbe avere la stessa debolezza del primo: si cerca un modo di poter fare a meno del garante stesso, per far si ad esempio che la libertà di espressione e la privacy possano esistere indipendentemente dall’esistenza di qualcuno che le tuteli. Si cerca insomma un modo per rendervi immuni ai proiettili: se qualcuno vuole spararvi, che lo faccia. Voi potrete continuare ad esprimervi, perchè i proiettili non vi toccheranno.

Qui nascono le cosìddette “darknet”, reti parallele “diverse” dalla internet che voi tutti conoscete. Il funzionamento per l’utente finale è identico (per accedere a siti in una darknet si usa un normale browser, si usano un pò meno normali indirizzi e si visualizzano normalissime pagine web), ad essere profondamente diversa è l’architettura. Queste reti (Tor e I2P sono le più conosciute) sono progettate per garantire a livello strutturale anonimato, sicurezza e libertà di espressione.

Provo a spiegarmi un pò meglio: quando pubblicate un post su internet, tecnicamente è possibile farlo sparire con un click. Non è alla portata di chiunque, ma c’è qualcuno che può farlo. Se la vostra determinata opinione non piace, è facile mettervi a tacere. Tecnicamente, è anche possibile scoprire che siete stati proprio voi a scrivere quel determinato messaggio. Potete usare un proxy, ma in quel caso sarà l’amministratore del proxy a sapere chi siete, e dipenderete da lui. Non potete diventare veramente anonimi, l’unica cosa che potete fare è nascondervi, più o meno bene. La libertà che pensate sia “vostra”, dipende invece dai garanti.

Nelle darknet non funziona così: quando parlo di anonimato, sicurezza e libertà “intrinseche” nel sistema, intendo dire che il tutto è progettato affinchè NON ESISTA NESSUN MODO per sapere che siete stati proprio voi a pubblicare quel determinato contenuto. Il passo è enorme, perchè qui non dipendete più da qualcuno che vi garantisca una tutela. Anche volendo, nessuno potrebbe venirvi a prendere. Potete avere TUTTI contro, e non cambia niente: non potrebbero mettervi a tacere, perchè è impossibile scoprire dove è ospitato un certo contenuto, e sarebbe di conseguenza impossibile farlo sparire dalla rete.

A questo punto vi starete chiedendo dove stia il danno. Le darknet esistono da sempre, ma il 99.9% delle persone non pensava di averne bisogno e soprattutto non era in grado di utilizzarle. Il datagate però ha aperto gli occhi, e adesso anche la casalinga del delaware sente bisogno di privacy (del resto, non capisce perchè Obama debba intercettare e copiare la sua ricetta segreta per quei fantastici biscotti che regala ai vicini). Si è spostata l’attenzione su questo tipo di reti, la base di utenti è cresciuta esponenzialmente in pochi mesi e stanno iniziando a diffondersi su larga scala: spuntano le prime guide passo a passo, e diventa facile per tutti utilizzarle.

Vi sentite liberi. Vi sentite al sicuro. Ma c’è un problemino: nelle darknet si è tutti liberi. E quando dico TUTTI, intendo proprio TUTTI: sono tutelate le idee e opinioni diverse, ma anche quelle illegali e contro la morale. Nelle darknet non vige (e non può essere imposta) nessuna legge, c’è solo il buon senso. Che a tanti manca. Potete sfogarvi in modo anonimo contro il governo, ma qualcun altro può vendere in modo anonimo pacchi di cocaina. Potete pubblicare foto compromettenti del Marrazzo di turno, ma c’è anche chi può pubblicare materiale pedopornografico (e c’è chi può accedere in modo non tracciabile a questi contenuti). Potete parlare con la vostra ragazza senza che nessuno si infili in mezzo alle vostre fantasie, ma allo stesso modo due terroristi possono ragionare indisturbati su dove sia meglio piazzare la bomba nel prossimo attentato.

Nessuno potrà mai più ascoltare nessun altro. Quando è un algoritmo a garantire la privacy e la liberà, questo la garantisce a tutti. Indistintamente, perchè non conosce leggi. Rende inutili i garanti e li priva di quel potere di cui hanno abusato: del resto, non se lo meritavano.

A lungo termine questo cambio di rotta avrà solo effetti positivi su tutti noi. Non li avrà invece su chi pretendeva di controllarci, che adesso avrà il tempo di pentirsi per aver portato a questo: hanno esagerato e noi siamo corsi ai ripari. La facilità con cui nelle darknet girano materiale pedopornografico o droghe, è spesso usata per distruggerne la reputazione di fronte al grande pubblico e farle passare come strumenti da criminali. Quando gli stati si accorgeranno dell’enorme danno che crea (a loro) il nostro essere liberi useranno queste motivazioni per distruggerne la reputazione agli occhi del popolo e probabilmente renderne illegale l’utilizzo. Molto semplicemente, c’è chi le usa in modo sbagliato, ma per come sono state progettate (e ricordo che sono state progettate così a causa di chi ha abusato del proprio potere), è impossibile mettere al bando i comportamenti sbagliati, indipendentemente da quante siano le persone a ritenerli tali: perchè qui sta il punto, non possono esistere idee giuste o idee sbagliate.

Dovremo imparare a ragionare in modo diverso e abituarci a vivere in un nuovo mondo, perchè l’accesso alle informazioni sarà veramente illimitato. Nessuno potrà più dirci dall’alto cosa è giusto e cosa no: gli stati dovranno convincerci che raffinare cocaina è sbagliato, perchè non potranno più fare affidamento sull’impossibilità per i più di apprendere il procedimento e di comprare il materiale via internet. Sul nuovo Google si troverà anche questo.

Barack, una domanda per te: non sarebbe stato più semplice lasciar tutto com’era prima e comportarsi in modo un pò più onesto? Prima potevi intercettare tutti, e avresti dovuto farlo solo in caso di necessità. Invece ne hai abusato, e adesso non ti è più possibile intercettare nessuno. In pratica spiando i messaggini tra me e le mie amiche hai dato la possibilità al terrorista di turno di comunicare indisturbato e hai reso molto più semplice il traffico di sostanze illegali. Barack, dimmi, cosa ci hai guadagnato?

T-Mobile e il mondo TLC che cambia. Prima del previsto.

T-Mobile e il mondo TLC che cambia. Prima del previsto.

“Le persone hanno paura di utilizzare il cellulare quando sono all’estero” – John Legere, CEO di T-Mobile US, ha aperto così l’evento in cui ha annunciato a sorpresa la quasi totale abolizione delle tariffe di roaming per i propri clienti. Qui il comunicato stampa: un fulmine a ciel sereno, un annuncio che non ci saremmo mai aspettati, non certo in tempi così ristretti.

Gli utenti T-Mobile potranno da fine Ottobre inviare messaggi e navigare senza limiti da più di 100 paesi nel mondo senza costi aggiuntivi. Le chiamate effettuate in roaming avranno un costo di 20 centesimi al minuto (un prezzo praticamente nullo rispetto a quello attuale). Per quanto riguarda invece le chiamate internazionali effettuate dagli USA, acquistando un pacchetto da 10 dollari mensili, sarà possibile parlare illimitatamente con le linee fisse di 70 paesi e a 20 centesimi al minuto con tutti i mobili e i fissi del resto del mondo.

“The world is your network.” – T-Mobile

Legere non ci va giù piano: secondo lui il mercato delle telecomunicazioni americano è “uno schifo”, basato su “un raket” che ha il solo fine di spennare i clienti. Vuole che la sua compagnia sia diversa: T-Mobile è il più piccolo dei 4 principali operatori nazionali, ma è quello in più rapida crescita (hanno appena annunciato il completamento della copertura 4G/LTE di tutto il territorio USA).

Erano stati chiari, con la loro campagna “Uncarrier“: “We’re still a wireless carrier. We’re just not going to act like one anymore.”. T-Mobile ha iniziato qualche mese fa il cammino su una strada di innovazione e trasparenza cancellando dai suoi listini il modello di vendita basato su “contratti” (che è lo standard in USA, si sceglie un telefono e si è obbligati a pagare una determinata tariffa per 24 mesi, con altissimi costi di recesso anticipato) e sta continuando in velocità, in aperto contrasto con i suoi concorrenti AT&T e Verizon.

Nessun contratto, nessuna tariffa di roaming, SMS e chiamate illimitate, no alle tariffe nascoste. Semplice. Semplicissimo. Come ogni cosa dovrebbe essere.

Vodafone si stava già muovendo su questa linea, ma preannunciava il cambiamento per il 2015. Adesso dovrà accelerare i tempi. E gli altri? Tutti gli altri? Subiranno il durissimo colpo? Saranno in grado di stare al passo?

Probabilmente è il caso di iniziare a correre. Perchè l’impressione che si ha sempre di più, è quella di un mondo delle telecomunicazioni in continuo cambiamento ed evoluzione, ma con operatori (che dovrebbero esserne i principali player) incapaci di stare al passo coi tempi e con le necessità dei clienti.

Gli operatori di telefonia mobile secondo Giorgio

Gli operatori di telefonia mobile secondo Giorgio

no_cell_phones_allowed_clip_art_16863

Spesso mi chiedono cosa ne pensi del determinato operatore o quale tra i tanti presenti sul mercato sceglierei. La rete è piena di opinioni, ma il problema di questo argomento è che molti parlano per esperienza indiretta, descrivono esperienze in ambiti geografici (o temporali) troppo ristretti, o fanno comparazioni tra dati raccoli in ere geologiche differenti.

Come avevo accennato qui, per effettuare una comparazione il più uniforme possibile, ho comprato una SIM da ognuno dei quattro operatori italiani e li ho utilizzati, testati, stressati, per più di due mesi. Non ho considerato gli operatori virtuali (MVNO), che devono essere inseriti in una categoria a parte e valutati secondo diversi criteri (tranquilli, me ne sto già occupando).

Ecco i risultati, in breve. In ordine sparso. Anzi, non esattamente sparso: mi è uscito così. Chiedete pure chiarimenti al mio inconscio. Se riuscite a trovarlo.

  • Tre/H3G – Voto: 9. Non è la compagnia telefonica più economica, ma ha piani per tutte le tasche. Il servizio clienti 133 è ottimo, le attese sono brevi e tutto ciò è corredato da una assistenza sui social network veloce (rispondono alle domande quasi prima che le voi facciate) e sempre risolutiva. La qualità delle chiamate è alta, la copertura 3G quasi perfetta: navigando in internet noto velocità e latenze ineguagliate. Tre ha un unico neo: il 3G non c’è ovunque, e dove non c’è si va in roaming GSM su rete Tim. Il costo delle chiamate non cambia, ma la navigazione si paga (salata). Sia chiaro, dove il 3G di Tre non arriva con gli altri operatori non si naviga certo a 42mbps, ma almeno le notifiche WhatsApp si ricevono.
  • Tim – Voto: 8,5. La copertura è notevole. 3G ovunque, e dove non c’è questo, EDGE o GSM/GPRS. Spesso noto picchi nella latenza e comunque velocità di navigazione abbastanza inferiori rispetto agli altri operatori. Ma parliamo di mobile, e nell’utilizzo ordinario la differenza tra 6 e 12mbps si nota solo mentre abbiamo l’app Speedtest davanti agli occhi. Il vero neo è l’assistenza clienti: il 119 è latitante, ed esclusi particolari occasioni è impossibile parlare con un operatore umano. Tim è presente sui Social Network, ma le risposte sono nettamente più lente e imprecise di quelle dei concorrenti Vodafone e Tre. Ed è così che una banale richiesta o dubbio diventa un’odissea.
  • Vodafone – Voto: 9,5. Vodafone ha prezzi leggermente sopra la media, e a differenza di Wind e Tim non ha una estesa copertura dati EDGE. La tecnologia EDGE offre velocità di navigazione superiori al GPRS nelle zone dove arriva il 3G. La rete e la copertura però tendono alla perfezione. Parlavamo di esperienze reali? Bene: essendo Tim e Vodafone a detta di tutti le compagnie con la copertura migliore, le ho affiancate per un mese. Il cellulare Vodafone non è mai stato irraggiungibile, quello Tim due o tre volte (sempre in condizioni estreme in interni). Il team Twitter è velocissimo e organizzato, sempre risolutivo (a me personalmente hanno risolto una colossale problematica di MNP in tempo zero). E poi su, lo sapete tutti che gli operatori Vodafone sono i più simpatici.
  • Wind – Voto: 7. Wind/Infostrada è proprietaria di fibre e infrastrutture, ed ha una rete IP di notevole livello: motivo per cui dal loro reparto telefonia mobile mi sarei aspettato molto di più. Nelle mie 3 settimane “Wind” ho provato esperienze (ve lo garantisco) uniche: ho superato il record dei 10 minuti in coda al call center, mi sono trovato nell’impossibilità di navigare o telefonare con 5/5 tacche di copertura, e sempre sotto massima copertura ho visto chiamate cadere improvvisamente. Mi sono poi sentito dire dal callcenter che per risolvere questi problemi avrei dovuto chiedere la sostituzione della SIM. Di contro, quando si riesce a navigare, la velocità è alta e la latenza decente. Sembra quasi che la rete radio di accesso Wind sia uno specchietto per le allodole che nasconde dietro di sè una rete di backhaul incapace di gestire il traffico in modo adeguato. Questo, sfortunatamente, rende nulla ogni valutazione sulla copertura effettuata considerando la potenza del segnale radio: che senso ha dirvi che sono a campo pieno se poi non posso telefonare alla mamma? Dimenticavo di parlare dei prezzi: quelli sono ottimi e le offerte, spesso, innovative.

Sto chiudendo adesso adesso la porta del bunker nel quale mi sono rinchiuso per salvaguardare la mia incolumità.

Voi, scatenate pure la guerra.

Oddio sono scadute le Special! E ora?

Oddio sono scadute le Special! E ora?

secchio-e-clip-art-spade_428662

Stamattina vi siete svegliati in un mondo diverso, probabilmente senza saperlo. Da ieri infatti, non sono più sottoscrivibili le promozioni estive (Tim Special, Vodafone Special e Wind All Inclusive) degli operatori di telefonia mobile (le ALL-IN di Tre/H3G sono invece attivabili fino a fine Settembre). Con tali offerte, in modo più o meno indistinto tra i vari operatori, era possibile attivare a circa 10€ mensili un pacchetto (ricaricabile) comprensivo di 400 minuti di telefonate nazionali (verso fisso e mobile) tariffati al secondo e senza scatto alla risposta, 1000 SMS nazionali (sempre verso tutti) e 2GB di traffico dati. Tim e Vodafone includevano anche chiamate illimitate verso un numero a scelta sulla stessa rete.

Essendo quindi le offerte allineate tra i diversi operatori, a fare la differenza erano le modalità di limitazione del traffico internet a soglia raggiunta e soprattutto i costi (o barriere) di attivazione. Vodafone ad esempio blocca la navigazione una volta raggiunta la quantità di MB prevista dal pacchetto, H3G applica la sua tariffa base (20,17 centesimi / 10MB), mentre sia Tim che Wind limitano la velocità di navigazione a 32kbps.

Veniamo ora ai costi (o alle barriere) di attivazione. Tre per le sue ALL-IN non ha costi di attivazione, ma per i nuovi clienti il canone mensile è dimezzato per sempre. Wind e Vodafone propongono lo stesso pacchetto, allo stesso prezzo, a clienti sia vecchi che nuovi: per i nuovi l’attivazione è gratuita, mentre per i già clienti Vodafone il costo è di 19€ una tantum, per i già clienti Wind è di 9€ (in promozione a 4.5€). Non c’era invece modo (trucchetti esclusi) per qualcuno che fosse già cliente di attivare il pacchetto Tim Special, fatta eccezione per alcuni “upgrade” proposti direttamente da Tim (da Tim Young, per esempio).

Ma adesso tutto è cambiato. E’ iniziato un nuovo round di offerte, in scadenza a fine Settembre. Vediamole velocemente:

  • Tre/H3GALL-IN Medium, attivabile fino al 30 Settembre: a 6€ mensili (12€ per i già clienti), senza costo di attivazione offre 400 minuti effettivi, 400 SMS e 1GB di traffico dati. Al superamento della soglia internet la navigazione continua al costo di 20,17 centesimi ogni 10MB.
  • VodafoneSmart 350 Limited Edition, attivabile fino al 27 Settembre: a 9,9€ mensili (per i già clienti è previsto un costo di attivazione di 19€), offre 350 minuti (tariffati a scatti di 30 secondi), 350 SMS e 1GB di traffico dati. Al raggiungimento della soglia la velocità dati viene limitata a 1kbps.
  • TimTim Special New, attivabile fino al 29 Settembre. Offre, a 10€ mensili, 350 minuti effettivi, 350 SMS e 1GB di traffico dati, limitati a 32kbps al raggiungimento del limite mensile previsto. L’attivazione, gratuita per le nuove SIM, ha un costo di 19€ per i già clienti.
  • WindAll Inclusive Big, attivabile fino al 6 Ottobre. A 10€ mensili, 400 minuti effettivi, 400 SMS e 1GB di traffico dati, che vengono limitati a 32kbps al raggiungimento della soglia mensile. L’offerta è disponibile per tutti, ma chi è già cliente Wind dovrà pagare 9€ per l’attivazione.
  • NovercaGold Pack, è una promozione a tempo indeterminato. Noverca al momento è l’unico Full MVNO italiano ed è il motivo per cui lo cito. A 11 € mensili offre 600 minuti effettivi, 600 SMS, chiamate illimitate verso un numero Noverca e 2GB di traffico dati (al raggiungimento della soglia la navigazione viene bloccata). Non ci sono costi di attivazione ed il prezzo è lo stesso per tutti.

Su cosa vi lancerete o vi siete già lanciati? Come scegliete il vostro operatore? Per quanto mi riguarda, questa estate ho testato in modo estensivo tutti i maggiori fornitori di servizi mobili, sotto gli aspetti (secondo me) più significativi, ma… questo è un altro post.

Giorgio

%d bloggers like this: